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Lo smaltimento dei rifiuti alimentari, quali:
- scarti ed avanzi di cucina
- sottoprodotti originanti dalla pesca e dalla
lavorazione del pesce
- sottoprodotti provenienti dai macelli e dalle
macellerie
- gusci d’uovo, ecc.,
costituisce un problema di gravità crescente per
numerosi motivi:
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Le possibilità di utilizzo quale mangime per capi di
allevamento sono sempre più limitate per ragioni
annesse alle necessità di controllo delle malattie,
cannibalismo e miglioramento della qualità delle
carni.
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La riduzione quantitativa mediante tritatura e
compattazione comporta la generazione di carichi di
residui di fibre e grassi tali che molti enti locali
regolamentatori hanno proibito questo genere di
smaltimento.
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La fermentazione, ovvero la cattura dei gas
biologici per il riscaldamento o quale combustibile,
è attualmente ancora troppo inefficiente e alquanto
dispendiosa.
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L’incenerimento dei materiali-risorse non ha alcun
senso sul piano ecologico né dal punto di vista
etico.
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Il carico ambientale riconducibile al trasporto di
rifiuti alimentari e mangime liquido per suini con
un contenuto di acqua medio eccedente l’80% non è
più accettabile dal punto di vista ecologico.
Quindi, che cosa se ne può fare dei rifiuti
alimentari organici? |
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